Rischio stillicidio, il caldo non finisce con agosto: l'Istituto Geografico di Napoli chiede proroghe e nuove misure per lavoratori, scuole e uffici pubblici
L'Istituto Geografico di Napoli ha formalmente sottoposto alle istituzioni la necessità di mantenere alta l'attenzione sull'emergenza caldo e di adottare misure di prevenzione adeguate anche oltre la fine del mese di agosto, alla vigilia della scadenza dell'attuale
L'iniziativa si inserisce in un quadro meteorologico che, in Campania, continua a essere caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali. La Protezione Civile della Regione Campania – nel comunicato sulle ondate di calore del 26 agosto 2026 – ha infatti diramato un avviso valido dalle ore 8 del 27 agosto alle ore 20 di domenica 30 agosto, segnalando temperature anche di 6-7 °C superiori ai valori medi stagionali e condizioni di elevata umidità, soprattutto nelle ore serali e notturne.
Il nodo del 1° settembre
È proprio la scadenza delle attuali misure regionali a rappresentare, secondo l'Istituto, un passaggio particolarmente delicato. L'Ordinanza regionale n. 1/2026 ha previsto, nelle giornate e nelle aree in cui le mappe del sistema Worklimate indicano un livello di rischio “alto”, il divieto di svolgere attività lavorative nei settori agricolo, edile e affini in condizioni di esposizione prolungata al sole, nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. Il provvedimento è entrato in vigore il 21 giugno ed è previsto fino al 31 agosto 2026, salvo successivi provvedimenti, come riportato anche nella pagina istituzionale della Regione Campania dedicata all'ordinanza.
La questione che l'Istituto pone alle istituzioni è concreta: quali strumenti di tutela saranno adottati dal 1° settembre qualora persistano condizioni di rischio termico elevato? La richiesta è quella di non considerare automaticamente il calendario come parametro sufficiente per stabilire la fine dell'emergenza, ma di collegare le misure di protezione alle effettive condizioni meteorologiche e ai livelli di rischio per la salute.
Lavoratori, cantieri e attività all'aperto
Il problema riguarda innanzitutto le attività caratterizzate da esposizione diretta al sole e da elevato impegno fisico. Agricoltura, edilizia e attività affini sono già state individuate dalla Regione Campania come comparti particolarmente esposti al rischio di stress termico. La stessa ordinanza regionale richiama il pericolo rappresentato dalle temperature elevate, dall'umidità e dalla prolungata esposizione alla radiazione solare.
Per l'Istituto Geografico di Napoli, qualora le condizioni di rischio dovessero persistere, sarebbe necessario valutare proroghe, rimodulazioni o nuove misure di tutela, evitando che il termine del 31 agosto determini automaticamente un abbassamento del livello di protezione. Non si tratta soltanto di una questione organizzativa, ma di prevenzione del rischio occupazionale in presenza di condizioni climatiche che possono diventare particolarmente gravose per chi svolge attività fisicamente impegnate all'esterno.
La questione delle scuole, degli uffici pubblici e del personale
L'attenzione dell'Istituto viene estesa anche agli edifici scolastici e agli uffici pubblici privi di adeguati sistemi di climatizzazione. La ripresa delle attività preparatorie e amministrative in vista dell'avvio dell'anno scolastico riporta infatti al centro il tema delle condizioni microclimatiche degli ambienti di lavoro.
L'Istituto chiede pertanto che la valutazione del rischio termico non venga limitata ai soli lavoratori esposti direttamente al sole, ma consideri anche le situazioni nelle quali il personale docente, il personale scolastico e i dipendenti pubblici siano chiamati a operare per periodi prolungati in edifici che non garantiscono condizioni termiche adeguate. L'obiettivo indicato è quello di arrivare a una programmazione preventiva, anziché intervenire soltanto quando l'emergenza è già in corso.
Dal caldo eccezionale alla nuova realtà climatica
Secondo l'Istituto Geografico di Napoli, l'attuale situazione deve essere letta anche alla luce della trasformazione climatica che interessa il Mediterraneo. Il progressivo aumento delle temperature, la maggiore frequenza delle ondate di calore e la persistenza di temperature elevate anche nelle ore notturne stanno modificando le condizioni alle quali popolazione e lavoratori sono esposti durante la stagione estiva.
È sul confronto con le serie storiche che l'Istituto intende concentrare ulteriormente l'attenzione, mettendo a disposizione delle istituzioni le proprie analisi climatiche e i dati delle stazioni di riferimento. Il confronto con gli anni passati, compreso il 1994, viene utilizzato per evidenziare la diversa evoluzione delle temperature di fine estate e l'eventuale aumento della frequenza delle cosiddette “notti tropicali”, caratterizzate da temperature minime elevate. Su questo punto, per garantire la massima solidità scientifica del documento, l'Istituto intende riferirsi alle serie storiche della specifica stazione meteorologica utilizzata nell'analisi, evitando generalizzazioni non direttamente supportate dai dati.
Una popolazione che arriva a settembre già provata
A preoccupare l'Istituto Geografico di Napoli non sono soltanto le temperature registrate nei singoli giorni, ma anche l'effetto cumulativo di un'intera estate caratterizzata da condizioni termiche particolarmente gravose. La popolazione residente nell'area metropolitana di Napoli arriva infatti alla fine di agosto dopo settimane nelle quali temperature massime elevate e, soprattutto, valori notturni persistentemente alti possono aver ridotto le occasioni di recupero durante le ore di riposo.
Il problema, quindi, non può essere valutato esclusivamente sulla base del valore termico di una singola giornata. Settimane consecutive di caldo persistente possono determinare un carico cumulativo di stress termico e psicofisico, con particolare rilevanza per le persone anziane, per chi svolge attività lavorative impegnative e per le fasce maggiormente vulnerabili. Le temperature minime elevate assumono in questo quadro un'importanza particolare. Quando anche le ore notturne non consentono un adeguato raffrescamento degli ambienti e un sufficiente recupero, il caldo tende a trasformarsi da episodio temporaneo in una condizione di stress protratto.
È questa la prospettiva che l'Istituto invita le istituzioni a considerare nel passaggio tra agosto e settembre. Il calendario non azzera lo stress termico accumulato dalla popolazione: se le condizioni meteorologiche rimangono anomale, la necessità di prevenzione deve essere valutata sulla base dell'effettivo rischio e non semplicemente sulla data di scadenza delle misure adottate durante l'estate. La ripresa delle attività lavorative, scolastiche e amministrative deve pertanto tenere conto anche delle condizioni con cui cittadini, lavoratori, personale docente e dipendenti pubblici si affacciano al nuovo mese: una popolazione che può arrivare a settembre già sottoposta a settimane di stress termico e chiamata a riprendere ritmi lavorativi, scolastici e amministrativi mentre le condizioni climatiche restano potenzialmente gravose.
L'azione istituzionale e le interlocuzioni avviate
L'appello è stato formalmente indirizzato alle istituzioni politiche e scientifiche affinché la gestione del caldo non rimanga confinata alla sola emergenza dei mesi di luglio e agosto. L'Istituto Geografico di Napoli ha avviato specifiche segnalazioni e interlocuzioni istituzionali:
Con l'Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, aree fragili e isole minori” (guidato dall'on. Alessandro Caramiello), all'interno del quale il presidente della nostra associazione opera attivamente nella III Commissione permanente (Cultura, Patrimonio Culturale e Istruzione Pubblica);
Con la Società Geografica Italiana e i vertici delle istituzioni regionali campane, a cui sono stati inviati appositi messaggi di allerta;
Con i principali cardini sindacali del mondo dei lavoratori della Campania, per raccordare le esigenze di tutela della salute occupazionale e pubblica.
La richiesta dell'Istituto è dunque quella di non affidare la protezione della popolazione, dei lavoratori e del personale scolastico esclusivamente alla data indicata sul calendario, ma di considerare l'effettivo andamento delle condizioni climatiche e i livelli di rischio rilevati dagli strumenti scientifici disponibili, facendo del passaggio tra agosto e settembre un vero e proprio banco di prova per proroghe, rimodulazioni o rafforzamenti delle misure di prevenzione.
Per l’Istituto Geografico di Napoli
Il Presidente
(con il contributo del Comitato Tecnico-Scientifico e dei Soci)

Commenti
Posta un commento