Terremoto ai Flegrei,l' Ass./Istituto Geografico di Napoli dice basta al sensazionalismo mediatico: “Non si distolga l'attenzione dal vero rischio strutturale che è il Vesuvio”
Sisma ai Campi Flegrei: l’Istituto Geografico di Napoli invita alla calma. "Il sensazionalismo mediatico non distolga l'attenzione dalle proposte presentate lunedì scorso al Forum di Ercolano"
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La scossa di magnitudo 4.1 registrata questa mattina alle ore 5:50, con epicentro nei pressi di Bacoli a 2 km di profondità, ha immediatamente riacceso i riflettori dei media nazionali sulla caldera flegrea. L’Associazione Istituto Geografico di Napoli invita la cittadinanza alla calma e le istituzioni a una riflessione scientifica approfondita, esortando a non cedere alle logiche dell'allarmismo mediatico.
Il bradisismo flegreo è un fenomeno naturale e strutturale con cui la popolazione convive da secoli, del tutto analogo alle dinamiche misurate in altre grandi caldere attive nel mondo, come in Islanda o in alcune isole del Pacifico. La natura geologica del territorio flegreo rende storicamente improbabili eventi sismici di stampo catastrofico, ben distanti per energia dai grandi terremoti che colpiscono le catene montuose appenniniche.
Mentre la popolazione flegrea dimostra una straordinaria e storica resilienza a questa sismicità superficiale, il sensazionalismo dei media rischia di produrre un effetto distorsivo pericoloso: distogliere l'attenzione e le risorse dal vero rischio latente della nostra regione, ovvero il Vesuvio. Il prolungato silenzio del vulcano a condotto ostruito non deve far calare la guardia. Eventi imponenti come l'eruzione delle "Pomici di Avellino" (avvenuta nel 1950 a.C.) — la più pericolosa esplosione vulcanica in Europa negli ultimi 5.000 anni, di intensità di gran lunga superiore a quella di Pompei del 79 d.C. — ricordano che la minaccia vesuviana rappresenta la vera priorità di sicurezza nazionale ed europea.

Il Memorandum consegnato lunedì scorso a Villa Campolieto
Proprio su questo tema cruciale, lunedì scorso, 18 Maggio 2026, l'Istituto Geografico di Napoli ha preso parte all'importante Forum istituzionale tenutosi proprio alle falde del vulcano, nella prestigiosa cornice di Villa Campolieto ad Ercolano. In questa sede d'eccezione, dinanzi ai membri dell'Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, la nostra delegazione scientifica ha ufficialmente consegnato nelle mani del Presidente dell'Intergruppo, On. Alessandro Caramiello, e del Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell'evento, un Memorandum Strategico già interamente preparato dal nostro staff.
Il documento — indirizzato anche al Ministro per la Protezione Civile e all’Assessore regionale — punta a rivoluzionare l'approccio logistico e culturale alla gestione del rischio vulcanico nel territorio campano, proponendo la strategia del "Restare in casa nostra": convertire i flussi di un'eventuale evacuazione in un’opportunità guidata di ripopolamento e rinascita per le aree interne dell'Appennino campano (Beneventano, Avellinese, Salernitano interno e dorsale Caserta-Molise), evitando lo sradicamento di 700.000 residenti verso il Nord Italia.
Le soluzioni operative dello Staff dell'Istituto
Per rispondere alle emergenze attuali senza inseguire l'algoritmo delle notizie del giorno, lo staff dell'Istituto Geografico di Napoli ha riaffermato l'urgenza di due strumenti fondamentali presenti nel Memorandum:
L'Istituzione di un Ufficio Specializzato Permanente: Un ente dedicato esclusivamente alla consapevolezza del rischio sul modello vincente applicato in Colombia dopo la tragedia del Nevado del Ruiz (1985). Questo ufficio, come ribadito al tavolo di Ercolano, non dovrà essere esclusivamente vesuviano, ma dovrà estendersi anche all'area flegrea per garantire programmi scolastici e divulgativi quotidiani, capaci di trasformare la paura in prevenzione.
Il Simulatore Vulcanico Napoletano: Il modello informatico e cartografico sviluppato dal nostro Istituto sulle basi teoriche dello scienziato Flavio Dobran. Questo strumento d'avanguardia, in grado di mappare i flussi e calcolare i tempi di impatto al minuto, è una risorsa universale che l'Istituto mette a disposizione della Protezione Civile sia per lo scenario vesuviano che per quello flegreo.
La sicurezza del Mezzogiorno si costruisce con la memoria collettiva, la scienza e una pianificazione geografica lungimirante, non con l'allarmismo.

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